“La Legge sui Cammini è una grande opportunità, uno strumento di promozione soprattutto al di fuori dei circuiti più noti, che spesso devono affrontare il problema dell’overtourism. Attraverso la diversificazione settori come l’enoturismo possono conoscere un significativo sviluppo, volano anche per le economie collegate”: lo dichiara Angelo Radica, presidente dell’Associazione Città del Vino, di cui fanno parte oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola.
Radica, nonché sindaco di Tollo (Chieti), è stato eletto a fine gennaio presidente della Rete Europea Recevin ovvero delle Città del Vino europee (strumento essenziale nato nel 2000 per rappresentare le esigenze e difendere con una sola voce gli interessi delle amministrazioni locali europee economicamente legate al vino). L’elezione ha avuto luogo in Spagna, a Carinena, nel corso della cerimonia di chiusura dell’evento di Città Europea del Vino. A votare i 16 consiglieri rappresentanti dei quattro Paesi aderenti. RECEVIN fornisce una piattaforma comune per lo scambio di esperienze, conoscenze, contatti e partnership. RECEVIN è costituita da oltre 1.000 comuni delle Associazioni nazionali del vino presenti in Spagna, Francia, Italia e Portogallo e collabora con oltre altri 10 Paesi europei e non. Promuove il turismo del vino, sviluppa progetti, interloquisce con le istituzioni europee e nazionali, sviluppa le attività dei territori.
Città del Vino ha recentemente sottoscritto un protocollo nazionale d’intesa con Associazione Nazionale Città dell’Olio, Federcammini e Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI) sugli “itinerari dell’identità agricola collettiva”. Nell’ambito del protocollo vengono individuati cinque itinerari pilota in tutta Italia, a cui se ne aggiungeranno in seguito altri, per “incentivare le produzioni agroalimentari di qualità e di pregio per il loro valore culturale, ambientale, paesaggistico ed identitario con particolare riferimento all’olio e al vino con coinvolgimento degli attori locali chiave”. Si punta a “uno sviluppo territoriale locale sostenibile con particolare riferimento alla cultura e alla civiltà agricola e allo sviluppo dell’economia rurale, alla promozione delle specificità locali e alla difesa dei sistemi agricoli tradizionali”. Alcune iniziative sono già state intraprese in Friuli Venezia Giulia e in Piemonte, altre sono in preparazione con l’obiettivo della valorizzazione dei percorsi.
Stefano Vercelloni, coordinatore del Piemonte di Città del Vino, sottolinea che “alcuni elementi introdotti dalla legge, come la Banca dati nazionale dei Cammini presso il Ministero del Turismo, la mappa digitale, gli standard di sicurezza, la programmazione di investimenti e promozione rendono il dispositivo un’occasione di notevole rilevanza. Siamo a disposizione, anche attraverso il lavoro in corso sul protocollo assieme alle altre associazioni, per contribuire a ideare una strategia che sappia far tesoro dell’enorme patrimonio naturalistico e storico del nostro Paese e renderlo sempre più fruibile per turisti e camminatori. Il settore vitivinicolo in particolare può trarne grande beneficio perché il vino, con la sua caratteristica peculiare di unire il prodotto alla storia, alla cultura e all’identità dei luoghi, può essere un importante mezzo per aprire nuove strade a vantaggio di aree e territori con enormi potenzialità”.
Radica nel suo nuovo ruolo da presidente di Recevin ha specificato: “È con grande onore, orgoglio e determinazione che assumo questa carica. Credo fermamente che questo sia un momento determinante per RECEVIN, di vera e propria svolta, in cui l’impegno di tutti rafforzerà la rete, rendendola un catalizzatore per lo sviluppo dei territori europei del vino. E’ una leadership di consapevolezza per essere di fronte ad un progetto di squadra, in cui è evidente la necessità di lavorare in modo cooperativo, contribuendo così allo sviluppo sostenibile europeo. Per il prossimo biennio rappresenterò in Europa gli interessi dei viticoltori e dei territori vitivinicoli europei attivando da subito una stretta collaborazione con la Commissione, i parlamentari e i funzionari dell’Unione. Abbiamo il dovere di unire le sinergie, permettendo così al vino di essere leva per la promozione dei nostri territori e dell’intero mondo rurale. A questo scopo, abbiamo già a disposizione documenti e progetti consolidati negli ultimi anni, quali la Carta del turismo del vino europeo, il Vademecum dell’enoturismo europeo, la Giornata europea del turismo del vino, la Città Europea del Vino, il Concorso enologico internazionale e gli Stage annuali per giovani viticoltori europei”.
Il responsabile sottolinea: “Nei prossimi anni il mio impegno sarà concentrato nella valorizzazione della ricchezza dei territori del vino e delle loro denominazioni di origine, nella rappresentazione delle problematiche che assillano i viticoltori europei ma soprattutto a rafforzare la nostra azione politica in modo da rendere incisiva la nostra presenza presso le istituzioni europee. Far sentire la voce dei territori del vino al Parlamento europeo, legare gli Stati allo sviluppo di un’Europa delle città e delle regioni e aumentare le sinergie con l’AREV e l’OIV: questa è la missione che sono profondamente orgoglioso di guidare, in uno spirito di condivisione e cooperazione”.
