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Per Cantina Marilina due nuovi vini low alcol al Vinitaly, la proposta che rompe gli schemi

FLO Angelo e Marilina - Foto Paola Licciardello
Di cosa parla questo articolo

Due nuovi vini FLO da Catarratto Mantellato e Nero d’Avola naturalmente low alcol (9,5 di grado alcolico e 2.000 bottiglie per tipo) targati Cantina Marilina saranno presenti dal 12 al 15 aprile al Vinitaly, presso il Padiglione 2 SICILIA STAND 21, collettiva Vinitaly BIO corridoio H. Una scelta agricola, sostenibile e identitaria che segna una presa di posizione chiara e consapevole nel panorama dei vini a basso contenuto alcolico

FLO - Foto Paola Licciardello
FLO – ph Paola Licciardello

La Cantina di Noto Marilina porterà alla fiera più importante del vino a livello internazionale di Verona due nuove etichette che stabiliscono un cambio di rotta fermo e coscienzioso nello scenario delle referenze a basso contenuto alcolico, un segmento oggi al centro di profonde trasformazioni, legate alle nuove tendenze salutistiche e all’evoluzione dei consumi.

La crescente attenzione al benessere e i frequenti attacchi mediatici all’alcol come fattore negativo per la salute umana hanno generato, negli ultimi anni, nuove esigenze di mercato. Cantina Marilina, da sempre attenta alle variazioni e alle dinamiche del settore vitivinicolo, ha deciso di rispondere a questa domanda con due nuovi vini: un vino bianco da Catarratto Mantellato e un vino rosso da Nero d’Avola, entrambi moderatamente alcolici ma capaci di esprimere pienamente identità, equilibrio sensoriale e territorio. Il lavoro della cantina di Noto si è inoltre concentrato non solo sulla varietà simbolo dell’areale ma anche sul Catarratto mantellato per il quale è stato svolto un grande lavoro di recupero e difesa della biodiversità attingendo a vigneti esistenti in azienda dai quali è stato prelevato il materiale genetico per preparare le nuove barbatelle.

Marilina Paternò - ph Paola Licciardello
Marilina Paternò – ph Paola Licciardello

Nel percorso di ricerca e sviluppo, la cantina ha scelto consapevolmente di escludere la pratica della dealcolizzazione, ritenuta una soluzione che snatura il vino di partenza e lo priva di un elemento fondamentale per la sua struttura e il suo equilibrio: «Il nostro obiettivo non è togliere qualcosa al vino, ma trovare un nuovo equilibrio senza tradirne l’anima – racconta Marilina Paternò – Crediamo che il consumatore di oggi cerchi consapevolezza, non compromessi. Per questo abbiamo scelto una strada più impegnativa, ma autentica: lavorare meglio in vigna per ottenere naturalmente un vino più leggero, integro e rispettoso dell’ambiente». I vini dealcolati risultano spesso impoveriti non solo per la perdita dell’alcol ma anche per la perdita di profumi e di altre sostanze, come conseguenza delle tecnologie applicate per la loro produzione. A questa riflessione si affianca un tema centrale per l’azienda della famiglia Paternò: la sostenibilità.

FLO in fila sul tavolo - foto Paola Licciardello
FLO in fila sul tavolo – ph Paola Licciardello

In un contesto generale che indirizza produttori e consumatori verso pratiche sempre più responsabili, la dealcolizzazione viene considerata una scelta poco coerente con i principi della sostenibilità ambientale. Produrre vino per poi rimuovere l’alcol attraverso tecnologie complesse, caratterizzate da elevati consumi di acqua ed energia elettrica, va in direzione opposta rispetto ai criteri di rispetto ambientale che guidano il lavoro quotidiano in vigna e in cantina. L’approccio adottato da Cantina Marilina per rispondere a questo nuovo segmento di mercato è invece agricolo, pragmatico e sostenibile.

Presentazione FLO Angelo e Marilina - foto Paola Licciardello
Presentazione FLO Angelo e Marilina Paternò- ph Paola Licciardello

La cantina di Noto ha scelto di intervenire direttamente in vigneto, allungando la potatura, aumentando il numero dei grappoli e incrementando la resa per ettaro (che rimane comunque ben al di sotto dei 80 quintali per ettaro). La vendemmia è stata anticipata rispetto al normale periodo di maturazione e la vinificazione è avvenuta secondo metodi tradizionali, con una macerazione di poche ore: «non volevamo inseguire una moda ma trovare una risposta coerente con il nostro modo di fare vino – racconta Angelo Paternò – Per noi il vino nasce in vigna, non in laboratorio. Abbassare il grado alcolico attraverso scelte agronomiche e di raccolta significa rispettare l’identità del vitigno, l’equilibrio del vino e i principi di sostenibilità in cui crediamo. La dealcolizzazione è una scorciatoia che non sentiamo nostra».

I nuovi vini da Catarratto Mantellato e Nero d’Avola apriranno la degustazione al Vinitaly e si uniscono al resto della produzione aziendale incentrato sul Grecanico, Moscato di Noto e Nero d’Avola che raccontano in modo autentico la visione produttiva della cantina: vini equilibrati, riconoscibili e profondamente legati al territorio, capaci di dialogare con il presente senza rinunciare alla propria identità.

 

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