Un percorso gastronomico che ha intrecciato pizza d’autore e cucina contemporanea in un dialogo tra tecnica e territorio, accompagnato da vini selezionati e dal suono caldo dei vinili
Ad Acireale ha preso ufficialmente il via “Pizza • Wine • Club – Taste, Sound & Vinyl Vibes”, il format firmato Magatama che unisce ricerca gastronomica, convivialità e cultura musicale in un’unica esperienza immersiva. La prima serata, andata in scena il 22 aprile, ha registrato una grande partecipazione di pubblico e un’attenzione significativa da parte della stampa di settore, confermando fin da subito la forza e l’originalità del progetto. La proprietà è rimasta soddisfatta per il primo de tre episodi che disegneranno questa serie enigastronomica da leccarsu i baffi perchè l’energia di Peppe Pavone ha fatto scintille accanto al grande Seby Sorbello. Tra bocconi di piatti suggestivi e sorsi di vino che raccontano il calore dell’Etna, il connubio è stato esuberante.
Protagonisti dell’appuntamento inaugurale sono stati il pizzaiolo Giuseppe Pavone e lo chef Seby Sorbello, patron dei ristoranti Sabir e Amocù, al centro di un incontro che ha proposto una narrazione profondamente legata al territorio e alle sue tradizioni gastronomiche. Non si è trattato di una semplice degustazione, ma di un racconto in movimento: i due protagonisti hanno attraversato la sala, soffermandosi tra i tavoli, dialogando con gli ospiti e raccontando piatti, tecniche e ispirazioni in modo diretto e coinvolgente, rendendo l’esperienza ancora più viva e partecipata.
Le pizze di Pavone si sono intrecciate con la cucina dello chef in un dialogo armonico tra tecnica e memoria, mentre i vini di Pietradolce hanno accompagnato il percorso con la loro identità legata al territorio etneo.
Il percorso degustazione si è aperto con una proposta dedicata all’olio extravergine e a due tipologie di pane: uno di semola di grano duro siciliano con cereali in superficie e un secondo realizzato con un mix di tre grani antichi siciliani — Timilia, Perciasacchi e Russello — a firma di Pavone. A seguire, lo chef Sorbello ha presentato il “Macco di fave con crudo di scampi, cannatedda e asparagi selvatici”, un piatto dedicato alla stagionalità e alle erbe spontanee del territorio etneo.
A seguire è stato servito l’“Uramaki Gambero d’autore”, reinterpretazione del gambero di Mazara e tra i piatti iconici dello chef, pensato come sintesi tra estetica contemporanea e memoria mediterranea. La preparazione è stata arricchita da una fonduta di Ragusano DOP al tartufo e da una dadolata di ortaggi di stagione che ne ha bilanciato struttura e freschezza, costruendo un gioco di contrasti tra cremosità, sapidità e note vegetali.
Ispirata alla tradizione del riccio di mare, la proposta “Riccio nello scoglio su tegamino siciliano” ha avuto come base una pizza al padellino realizzata con farina di Timilia da Giuseppe Pavone,
con richiami alla bruschetta ai ricci, completata da polpa di ricci e spuma di mandorla pizzuta d’Avola firmata dallo chef Sorbello.
Interessante la “Piccola pizza” con crema di mele, guancia di vitello e mosto cotto all’arancia, realizzata con farina di Maiorca: un impasto dal cornicione pronunciato che esprime la filosofia del pizzaiolo, mentre il topping è stato curato dallo chef.
Il percorso si è concluso con una crema siciliana avvolgente, servita insieme a tranci di pane al cacao che richiamavano in chiave contemporanea la tradizione domestica del “pane e crema”, in un gioco di memoria e comfort.
A chiudere l’esperienza, l’immancabile iris, dolce iconico della pasticceria siciliana, proposta in una versione elegante e fedele alla tradizione, firmata dallo chef Seby Sorbello, a suggello di un viaggio tra tecnica, identità e ricordo.
Elemento distintivo dell’evento è stata anche la componente musicale: una selezione di vinili anni ’70 e ’80 di Funky Therapy che ha accompagnato l’intero percorso, contribuendo a creare un’atmosfera calda, autentica e coinvolgente.
Il format, composto da tre diverse serate, proseguirà il 7 maggio con lo chef Francesco Patti del ristorante stellato Coria: una serata che si preannuncia all’insegna di eleganza e precisione, in cui il dialogo si farà ancora più contemporaneo, trasformando la pizza in una vera e propria tela su cui costruire equilibri raffinati, mentre le etichette di Monte Arso di Villagrande accompagneranno l’esperienza, con vini dell’Etna sud capaci di sostenere complessità e verticalità.
