La pizzeria di Riposto ha celebrato il proprio decennale con una serata dedicata alle origini del progetto e alla sua idea di pizza contemporanea siciliana. In tavola, tre nuove pizze e una selezione di produttori e partner scelti per accompagnare l’evoluzione del locale.
Dieci anni di storia, da una piccola bottega di pizza d’asporto di Giarre all’ eccellenza della tavola, senza mai perdere di vista la Sicilia. È questo il percorso celebrato da Crescenzio Pizzeria a Tavola, che il 23 settembre ha festeggiato il decimo anniversario di attività del brand nella sede di Riposto, alle pendici dell’Etna, con una serata speciale dedicata alla storia del progetto e alla sua evoluzione. Un appuntamento che ha riunito intorno alla tavola i protagonisti e i produttori che nel tempo hanno contribuito a costruire l’identità della pizzeria. Il filo conduttore della serata è stato il rapporto tra le origini e il presente di Crescenzio.
Per una sera è tornata infatti la pizza in stile romano della storica pizzeria d’asporto da cui prende origine il progetto: quella del nonno di José Parise, Crescenzio, che nella vicina Giarre aveva costruito una bottega diventata negli anni un riferimento per i suoi concittadini. Un ritorno simbolico alla memoria familiare, messo in dialogo con le tre nuove pizze presentate durante l’evento.
“Dieci anni sono un momento importante per fermarsi a guardare la strada fatta, ma soprattutto per capire dove vogliamo andare. Crescenzio è cambiato molto rispetto alle sue origini, ma non è mai cambiato il nostro desiderio di raccontare il territorio attraverso la pizza. Oggi sentiamo ancora più forte la volontà di costruire il futuro del progetto partendo dalla Sicilia, dalle sue materie prime e dalle persone che ogni giorno le valorizzano” – dichiarano José Parise e Davide Palermo. Dalla bottega di Giarre, alla pizza contemporanea siciliana La storia di Crescenzio nasce dunque prima dell’attuale pizzeria. È nella bottega di Giarre del nonno di José che affonda le radici un progetto che Davide Palermo e José Parise hanno scelto di riprendere e sviluppare, portandolo in una dimensione diversa: dalla pizza al taglio alla pizza tonda e al piatto, dalla logica dell’asporto a un’esperienza costruita intorno alla tavola.
Nel tempo, questa evoluzione ha portato Crescenzio a definire una propria idea di pizza contemporanea siciliana, nella quale tecnica, digeribilità e ricerca sulla materia prima convivono con un forte riferimento alla cultura gastronomica dell’isola. La Sicilia non è soltanto il luogo in cui la pizzeria è nata e opera: è il criterio attraverso cui vengono scelti ingredienti, produttori e abbinamenti. Lo raccontano gli impasti, tra cui quello di Timilia, e una proposta che nel corso degli anni ha valorizzato eccellenze artigianali etnee e siciliane, dalle carni e dai formaggi ai vegetali, fino all’olio e alle produzioni beverage.
Una vocazione territoriale che coinvolge anche la carta dei vini e la selezione di birre artigianali legate all’area etnea. Tre nuove pizze per raccontare il presente È all’interno di questo percorso che si inseriscono le tre pizze presentate per il decimo anniversario.
Tre ricette diverse, accomunate dalla volontà di portare nel piatto ingredienti e riferimenti fortemente legati alla Sicilia. La Pizza Carrubba unisce fiordilatte siciliano, maialino nero dei Nebrodi, cipolla rossa arrostita, salsa salata alla carruba, pecorino siciliano e maggiorana.
Una combinazione che lavora sulla ricchezza e sulla componente aromatica di ingredienti profondamente legati alla cultura gastronomica dell’isola. La Pizza Fico d’India porta invece nel piatto alcuni dei riferimenti più riconoscibili del paesaggio siciliano: fiordilatte siciliano, capocollo di suino nero dei Nebrodi, robiola di capra, gel di fico d’India dell’Etna, mandorla siciliana tostata, basilico e olio EVO. Completa il trittico la Pizza 1957, omaggio all’anno di fondazione di Latterie Gargiulo, con San Marzano DOP Nolano, fiordilatte Gargiulo, basilico fresco e olio EVO. Una pizza volutamente essenziale, costruita per mettere in primo piano la qualità delle materie prime e il valore della collaborazione con il produttore.
Le tre nuove proposte sintetizzano così una direzione che Crescenzio ha costruito nel tempo: una pizza contemporanea che non cerca di allontanarsi dalle proprie radici, ma le interpreta attraverso tecnica, ricerca e una selezione sempre più consapevole delle materie prime. Produttori e Partner: la qualità passa dalla filiera Il decennale è stato anche l’occasione per riunire alcuni dei produttori e partner che hanno accompagnato il percorso di Crescenzio, contribuendo nel tempo a costruire una proposta fondata sulla qualità della materia prima e sul rapporto con il territorio: Latterie Gargiulo, Nolano, Ferrarini, Testa Conserve, Cantine Nicosia e Birra Isabù. Tra queste collaborazioni, un posto particolare spetta a Testa Conserve, partner storico di Crescenzio, al fianco del brand fin dal primo giorno.
L’azienda familiare catanese, da oltre due secoli solca i mari di Sicilia, portando avanti una filiera di qualità che dalla pesca arriva fino alla trasformazione e alla conservazione del pescato. Da Gragnano, Latterie Gargiulo ha portato il proprio fiordilatte per pizza, frutto di una storia familiare arrivata alla quinta generazione e realizzato con latte crudo 100% italiano. Un prodotto pensato specificamente per la cottura in forno e scelto da Crescenzio per le sue caratteristiche di fusione e resa, protagonista anche della Pizza 1957. A completare la selezione sono stati il San Marzano DOP di Nolano e i salumi Ferrarini, mentre sul fronte beverage la proposta ha coinvolto Cantine Nicosia e la Birra Isabù. Tenute Nicosia, realtà vitivinicola familiare con radici a Trecastagni dal 1898, interpreta il vino siciliano attraverso una particolare attenzione al territorio etneo, alle varietà autoctone e alla sostenibilità della produzione. Birra Isabù, realtà di Vagliasindi Fermentazioni, interpreta la birra artigianale con una marcata identità siciliana: le sue birre gastronomiche sono pensate per dialogare con il cibo e utilizzano acqua dell’Etna, elemento distintivo della produzione. La scelta di celebrare il decennale insieme a questi produttori restituisce un aspetto centrale del percorso di Crescenzio: la costruzione di una pizza contemporanea passa anche dalla capacità di creare relazioni con chi lavora sulla materia prima, selezionando prodotti capaci di raccontare un territorio e, allo stesso tempo, di sostenere una precisa idea di cucina. Dieci anni dopo l’inizio di questo percorso, Crescenzio continua così a evolvere senza perdere il proprio punto di partenza. La bottega di Giarre e la pizza del nonno appartengono alla memoria da cui tutto è nato; la pizzeria a tavola ne rappresenta l’evoluzione; la Sicilia e il paesaggio dell’Etna restano il territorio attraverso cui costruire il prossimo capitolo della sua storia.

